
All’interno del progetto PNRR CHANGES SPOKE 1 Historical Landscapes, Traditions and Cultural Identities, l’unità di ricerca di archeologia marittima si è dedicata allo studio del paesaggio archeologico della laguna nord di Venezia e delle sue relazioni con la vicina città romana di Altino. Grazie alla collaborazione con Paolo Mozzi e Jacopo Boaga, rispettivamente geomorfologo, il primo, e geofisico, il secondo, dell’Università di Padova, è stato possibile ricostruire il paesaggio naturale in età romana e indagare numerosi siti sommersi nelle acque lagunari o ubicati lungo le sponde dei canali e al di sotto delle barene, superfici periodicamente sommerse della laguna. Le ricerche si sono avvalse di un multi-beam-EchoSounder ad alta risoluzione, montato su drone marino, utile per scandagliare anche fondali profondi poche decine di centimetri, e di tecniche come la resistività elettrica in ambiente sommerso. Le prospezioni hanno riguardato principalmente i canali lagunari Rigà e dei Bari e un tratto di Canale San Felice. Ricerche si sono concentrate anche nelle barene di Scanello. Sono stati documentati perlopiù strutture arginali, chiamate in laguna “argini-strada”, di non chiara interpretazione, larghe 3-4 metri e lunghe anche molte decine di metri, costituite da materiale di reimpiego, prevalentemente anfore ma anche sassi e laterizi, contenuti tra palificate datate al C 14 al 1°-2° secolo d.C. La documentazione di dettaglio è stata eseguita con la fotogrammetria subacquea che, anche se applicata a bassissima visibilità, ha permesso di rendere visibile nella sua interezza siti che sott’acqua non possono che essere visti a porzioni. Il sito sommerso di Lio Piccolo ne costituisce un ottimo esempio.
Tutti i dati provenienti dalle indagini sono stati ospitati e gestiti all'interno di un software GIS. A questi si sono aggiunti i dati provenienti da un'accurata revisione della letteratura scientifica sui contesti archeologici meglio conosciuti e documentati di epoca romana e altomedievale della laguna nord. Particolare attenzione è stata data ai contesti con interesse marittimo, quali strutture funzionali alla navigazione lagunare e marittima e resti di imbarcazioni. Quest’area della laguna di Venezia può essere considerata infatti la laguna di Altino e doveva ospitare strutture funzionali alla circolazione delle imbarcazioni dalla bocca di porto di Lido verso il porto del municipium romano quali dei pozzi-cisterna per l’approvvigionamento da parte delle navi di acqua dolce.
Una versione semplificata del progetto è stata resa disponibile online. Ai siti archeologici più significativi di epoca romana e altomedievale sono state aggiunte informazioni e localizzazioni dei principali monasteri altomedievali della laguna. Grazie all’incrocio di dati bibliografici, documenti d’archivio, dati di scavo (laddove presenti), cartografia storica e fonti iconografiche, sono stati restituiti gli insediamenti benedettini sorti in Laguna dall’VIII al XII secolo, in gran parte perduti o profondamente trasformati nel corso dei secoli. L’interfaccia è stata progettata per essere semplice e intuitiva, così da risultare accessibile a un pubblico ampio. In una schematica ricostruzione del paesaggio antico, icone cliccabili aprono schede informative corredate da immagini e video, offrendo una prima introduzione ai siti, approfondibile tramite le pubblicazioni indicate.
As part of the PNRR CHANGES SPOKE 1 Historical Landscapes, Traditions and Cultural Identities project, the maritime archaeology research unit has focused on the study of the archaeological landscape of the northern Venetian Lagoon and its relationship with the nearby Roman city of Altinum. Thanks to the collaboration with Paolo Mozzi and Jacopo Boaga—respectively a geomorphologist and a geophysicist from the University of Padua—it has been possible to reconstruct the natural landscape during the Roman era and investigate numerous sites submerged in lagoon waters or located along canal banks and beneath salt marshes (barene), the periodically submerged surfaces of the lagoon. The research utilised high-resolution Multi-beam EchoSounder technology mounted on a marine drone, which is capable of scanning depths of only a few dozen centimetres, alongside techniques such as electrical resistivity in submerged environments. The surveys primarily concerned the Rigà and Bari lagoon canals and a stretch of the San Felice Canal. Research also concentrated on the Scanello salt marshes.
Findings predominantly consisted of embankment structures, known in the lagoon as argini-strada (road-embankments), the interpretation of which remains unclear. These are 3–4 metres wide and can reach dozens of metres in length, consisting of reused material—mainly amphorae, but also stones and bricks—contained within timber piling radiocarbon dated (14C) to the 1st–2nd century AD. Detailed documentation was carried out using underwater photogrammetry which, even when applied in conditions of extremely low visibility, allowed sites that can only be seen in sections underwater to be rendered visible in their entirety. The submerged site of Lio Piccolo is an excellent example of this.
All data from the investigations were hosted and managed within GIS software. To these were added data from a thorough review of scientific literature on the best-known and documented Roman and Early Medieval archaeological contexts of the northern lagoon. Particular attention was paid to contexts of maritime interest, such as structures functional to lagoon and maritime navigation and ship remains. Indeed, this area of the Venice Lagoon can be considered the lagoon of Altinum and must have hosted structures functional to the circulation of vessels from the Lido port inlet towards the port of the Roman municipium, such as well-cisterns for the supply of fresh water to ships.
A simplified version of the project has been made available online. Information and locations of the main Early Medieval monasteries of the lagoon were added to the most significant Roman and Early Medieval archaeological sites. Through the cross-referencing of bibliographic data, archival documents, excavation data (where available), historical cartography, and iconographic sources, the Benedictine settlements that emerged in the lagoon from the 8th to the 12th century—largely lost or deeply transformed over the centuries—have been reconstructed. The interface was designed to be simple and intuitive, making it accessible to a wide audience. Within a schematic reconstruction of the ancient landscape, clickable icons open information sheets accompanied by images and videos, offering an initial introduction to the sites which can be further explored through the cited publications.




